Un passo operativo, non soltanto sperimentale
Il 21 gennaio 2026 ENAC e AGEA hanno comunicato l’avvio delle attività operative previste dal loro protocollo per il monitoraggio delle superfici agricole ammissibili agli aiuti della Politica Agricola Comune. La prima riunione operativa si era tenuta il 16 gennaio.
Il drone viene indicato come un nuovo elemento da integrare con strumenti già utilizzati da AGEA, tra cui la Carta Nazionale dell’Uso dei Suoli, l’Area Monitoring System e il sistema di geotag.
Dove potranno essere utili i rilievi
Il comunicato individua alcuni ambiti iniziali di lavoro:
- supporto ad azioni tempestive per i ristori in caso di calamità naturali;
- mappature puntuali di aree a rischio di illeciti ambientali;
- controlli connessi alla condizionalità;
- rilievi in aree morfologicamente complesse, come i pascoli montani;
- monitoraggio di interventi specifici, potature o colture prima della raccolta.
Che cosa significa per un’azienda agricola
La notizia conferma che immagini georeferenziate, ortomosaici e rilievi mirati stanno assumendo un ruolo sempre più concreto nella gestione agricola e nei processi pubblici. Non significa però che qualsiasi rilievo privato venga automaticamente accettato per una pratica PAC o per un ristoro: formato, procedura, incarico e requisiti devono essere definiti dall’ente competente.
Fuori dai procedimenti istituzionali, una mappatura ben pianificata può comunque aiutare a documentare lo stato di una coltura, misurare un’area, confrontare zone del terreno e costruire una base tecnica per decisioni successive. Prima del volo occorre chiarire lo scopo: una bella immagine non è necessariamente un dato utile.
Il valore del drone non sta solo nel volare, ma nel produrre un dato coerente con la domanda che l’azienda deve risolvere.